Diario di viaggio in Polonia tra Varsavia e Cracovia (parte 1)

Cracovia

 

Quest’anno per le mie vacanze estive ho deciso di andare in Polonia. Perché questa meta? La scelta è stata dettata da tanti fattori: innanzitutto in estate prediligo spesso mete nordeuropee che, pur conservando temperature calde, sono indubbiamente più vivibili e soprattutto gestibili rispetto a quelle della mia amata Sicilia e del resto d’Italia; in secondo luogo mi attraggono le grandi città che sanno mescolare passato e modernità; infine cercavo una meta low cost che però fosse interessante e stimolante. Sommando tutti questi elementi è venuta fuori la Polonia e quindi perché non partire?

La scelta dell’itinerario ed il numero di giorni

Fin dall’inizio ero indecisa tra le due città principali della Polonia, ovvero la capitale Varsavia e l’ex capitale Cracovia. Ma poi mi sono detta: “Perché scegliere? Perché non vederle entrambe?”. E così, considerati i voli aerei disponibili, considerato il fatto che si tratta di due città non grandissime ma comunque ricche di cose da vedere, considerati anche gli spostamenti tra una città e l’altra, alla fine ho deciso di dedicare al viaggio una settimana.
Contravvenendo a tutte le mie abitudini, ho prenotato con un mese di anticipo, cosa che mi ha permesso di risparmiare un bel po’.

poloniaCosa ho messo in valigia

Preparare la valigia è sempre un’impresa non da poco. Puoi metterci tutta l’attenzione di questo mondo, puoi pensare davvero a tutto, ma ci sarà sempre qualcosa che dimenticherai a casa. E questo qualcosa (anche se si tratta di semplici elastici per capelli) ti farà disperare!

Per questo viaggio ho scelto indumenti comodi (magliette, jeans, scarpe da ginnastica, felpe, un giubbotto nel caso dovesse fare freddo), la mia inseparabile fotocamera con l’altrettanto inseparabile treppiede, una guida di viaggio, un taccuino per gli appunti, una penna e l’indispensabile smartphone senza il quale oggi sarei dispersa a vagare per la steppa russa direzione stretto di Bering!

Se ho dimenticato qualcosa a casa? Si, ma nulla che non si potesse ricomprare a pochi soldi.

Primo giorno di viaggio: gli spostamenti

Devo dire che il primo giorno di viaggio ha messo a durissima prova la mia già piuttosto scarsa e latitante pazienza. Secondo i miei calcoli saremmo dovuti arrivare a Varsavia a metà pomeriggio e magari immergerci subito nelle atmosfere polacche sfruttando la luce migliore, ed invece abbiamo messo piede nell’appartamento che avevo prenotato solo alle 21,30. Ma andiamo con ordine.

La sveglia suona alle 5,15 del mattino. Giusto il tempo di prendere contatto con la realtà, lavarsi, vestirsi, caricare le valigie in macchina e si parte, direzione aeroporto di Trapani. Alle 7 arriviamo a Birgi, posteggiamo l’auto, entriamo in aeroporto, facciamo colazione, sbrighiamo tutte le operazioni preliminari ed alle 10,15 l’aereo parte direzione Cracovia. Arriviamo poco prima delle 13, in perfetto orario e dopo un pranzo veloce, dopo avere preso il comodissimo treno che dall’aeroporto ci conduce alla stazione centrale, dopo avere fatto i biglietti per Varsavia, dopo esserci piazzati al binario 5, ci rendiamo conto che il nostro treno non soltanto non arriva, ma sembra non esserci alcuna traccia di esso. Ma lo smarrimento dura poco perché sul display compare il tempo di ritardo che con il passare dei minuti cresce esponenzialmente: 15, 30, 60, 75, 90… E  poi critichiamo tanto i treni italiani! L’attesa è snervante e non c’è neppure uno straccio di panchina dove sedersi e magari riposare un po’.

Finalmente alle 16 il nostro treno lascia Cracovia. Ci sono 35 gradi, i finestrini non si possono aprire, l’aria condizionata è appena percettibile e lungo la strada il treno accumula ancora ritardo. Quando raggiungiamo la stazione centrale di Varsavia sono già le 19, il sudore ha preso sopravvento su di noi, le indicazioni per raggiungere la fermata della metropolitana sono vaghe ed incomprensibili, così come sembra incomprensibile sia il modo di fare il biglietto sia capire in che direzione dobbiamo andare. Ma forse è solo la stanchezza che rende tutto così difficile.

Dopo essere saliti sulla metro ed avere fatto un numero imprecisato di fermate che comunque ci ha permesso di prendere fiato, scendiamo a Ursynòw e grazie al navigatore e ad una gentile ragazza che vedendoci in difficoltà ci accompagna per un tratto di strada, arriviamo all’appartamento. Dopo avere litigato anche con il codice da digitare per aprire il portone principale mi trovo davanti un bell’ascensore che dovrebbe portarmi fino al sesto piano, ma in questo momento non ho la forza per combattere contro la mia claustrofobia e preferisco farmi le scale.

Quando finalmente entriamo nella nostra stanza sono le 21,30. La stanchezza è imbarazzante, ho solo la forza di fare una doccia e di buttarmi sul letto. Eppure, nonostante le difficoltà e le imprecazioni lanciate qua e là (tanto qui chi mi deve capire) sono molto contenta di essere arrivata e di cominciare finalmente questo viaggio.

Dopotutto domani è un altro giorno.

 

 

Informazioni su Giusy 72 Articoli
Nata e cresciuta a Palermo, appassionata di viaggi, fotografia e della sua terra di origine, ovvero la Sicilia. Sogna di visitare New York ed il Giappone.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.