Diario di viaggio in Polonia (parte 3) – Cracovia

Wawel

Primo giorno (15 agosto) – Amore a prima vista


Con Cracovia è stato subito amore a prima vista! Non appena ho messo piede in questa città mi sono innamorata delle sue atmosfere, dei suoi palazzi, delle sue strade, del suo modo di essere … Ma andiamo con ordine.

Alle 9 del mattino lasciamo il nostro bellissimo appartamento di Varsavia e ci dirigiamo alla stazione centrale. Memori del viaggio di andata siamo un po’ preoccupati relativamente ai tempi di partenza e di percorrenza del treno ed invece tutto procede senza intoppi ed arriviamo a Cracovia alle 14,30. C’è un bellissimo cielo terso, la temperatura è calda ma gradevole e c’è tanta vita! Lungo il breve percorso a piedi che ci porta prima a recuperare le chiavi dell’appartamento e poi verso l’appartamento stesso, abbiamo un primo assaggio davvero molto succulento. Non vedo l’ora di posare i bagagli e di scendere subito in piazza.

CracoviaPurtroppo l’appartamento di Cracovia non è granché. Ha l’unico vantaggio di essere in una zona molto tranquilla e a due passi dal centro. Praticamente non abbiamo bisogno di prendere alcun mezzo. Ma è comunque una mezza delusione. Poco importa, giusto il tempo di riposare un po’ e ci buttiamo nella mischia.

Cracovia mi travolge subito con la sua vitalità: tantissima gente che passeggia a piedi o a bordo di una elegante carrozza che fa il giro della piazza; tantissime bancarelle dove acquistare praticamente di tutto; un palco  sul quale ragazzi in abiti tipici cantano e ballano brani della tradizione polacca; il festival dei pierogi serviti in tutti i modi possibili ed immaginabili a poco prezzo e accompagnati ovviamente da tanta birra; artisti di strada che si esibiscono ad ogni angolo e che riescono a coinvolgere il pubblico; e poi la piazza, il palazzo del mercato, le chiese, le torri, i migliaia di locali dove potersi sedere e mangiare a tutte le ore. Insomma tanta roba!

Vorrei fotografare la piazza ma c’è tanta gente. E poi è tutto così bello che preferisco vivere l’atmosfera, ascoltare un artista di strada che canta “Tonight we are young”, e pensare che in questo momento voglio stare proprio qui.

Secondo giorno (16 agosto) – Dal Wawel al quartiere ebraico


Rynek Glowny CracoviaSarà il letto scomodo, sarà l’eccitazione del viaggio, sarà che fa caldo: fatto sta che alle 6 del mattino sono già sveglia ed il sonno sembra svanito nel nulla. È ancora troppo presto per mettersi in moto, a quest’ora le strade saranno deserte, non ci sarà nessuno in giro. Ma non era questo quello che desideravo? Potere fotografare la piazza deserta? In pochi minuti mi vesto, fotocamera nello zaino, e scendo per strada. In giro ci sono solo mezzi che puliscono le strade e qualche furgone che fa le consegne.

La piazza del mercato principale (Rynek Glowny) è bellissima, sembra quasi più grande rispetto a ieri sera. Il sole si sta alzando piano piano da dietro la bellissima Basilica di Santa Maria ed illumina le facciate dei palazzi, ed il silenzio è quasi surreale. Dopo qualche foto e dopo avere ammirato gli interni della basilica, torno in appartamento per riposare un po’.

La giornata vera e propria inizia alle 10,00, quando decidiamo di dirigerci verso la collina di Wawel, dove si trova il castello e la Cattedrale di Cracovia, quella dove Karol Wojtyla celebrava messa prima di diventare papa Giovanni Paolo II. Una chiesa bellissima, molto ricca, di quelle che non fanno rimpiangere le splendide chiese italiane. Poco dopo ci mettiamo in fila per entrare nel castello ma dopo più di un’ora di coda che si muove a passi lentissimi mi rendo conto che i biglietti per le stanze più importanti sono finiti. Mi sembra tutto frutto di una cattiva organizzazione e quindi preferiamo spostarci altrove.

Imbocchiamo la bellissima ulica Grodza e dopo una breve sosta nella Chiesa di San Pietro e Paolo torniamo alla piazza del mercato, pranziamo e ci ritiriamo per un breve riposino.

ZAPIEKANKAA metà pomeriggio siamo di nuovo in moto, direzione quartiere ebraico. A differenza di Varsavia, il quartiere non è stato distrutto, ci sono ancora molte sinagoghe, le facciate dei palazzi sono rimaste intatte e sono stati quasi tutti trasformati in ristoranti. Ma quello che ci attrae è lo street food. Ci dirigiamo infatti a Piazza Nuova (Plac Nowy), dove si dice che si mangino i migliori zapiekanki. Si tratta di panini aperti, conditi con formaggio e funghi (ma ne esistono parecchie varianti con molti altri ingredienti, come per la pizza), scaldati al forno e coperti di ketchup. Ammetto che ero un po’ diffidente, mi sembrava qualcosa di molto pesante e poco digeribile, ed invece mi sono dovuta ricredere.  Ho provato anche le falafel, polpette di ceci fritte, accompagnate da hummus ed insalata. Quando si dice mangiare bene spendendo poco.

WawelIl sole tramonta, per le strade comincia a fare buio, ma io ho in mente una foto: il castello di Wawel riflesso sulla Vistola. Ed  è per questo che, incuranti della stanchezza, continuiamo a camminare per passare dall’altra parte del fiume, arrivare nel punto migliore, montare il fidato treppiede e scattare tra ciclisti e runners che si allenano. Adesso sì che posso andare a dormire.

Terzo giorno (17 agosto) – Dal Medioevo all’arte moderna


CROQUE MADAMELa stanchezza si fa sentire. Con una media di 17 km percorsi a piedi ogni giorno negli ultimi 6 giorni, diciamo che le nostre gambe sono state veramente messe a dura prova. Ma non ci abbattiamo mica! Meglio cominciare con una robusta colazione presso Charlotte, un ristorante che fa delle colazioni meravigliose. Potevo forse esimermi dallo scegliere una colazione salata ed abbondante? Ovviamente no, e dopo il Croque Monsieur di Varsavia ecco il Croque Madame di Cracovia. Ci credete se vi dico che non ho avuto più fame fino alle 7 di sera?

Percorrendo il Planty Park ci dirigiamo verso St. Florian’s Gate (Brama Florianska), una porta medievale con tanto di torre ed antiche mura molto caratteristica. Dopo avere ammirato una serie di quadri esposti per la vendita (si tratta per lo più di riproduzioni) ci incamminiamo lungo la via Florianska che ci conduce sempre alla piazza del mercato. È l’ultimo giorno di viaggio, è tempo di comperare qualche souvenir, e tra il mercatino ed il mercato che si trova all’interno del Rynek Glowny non abbiamo che l’imbarazzo della scelta. Tantissimi prodotti di artigianato a prezzi abbastanza vantaggiosi. Facciamo una bella scorta di regali, mangiamo un ottimo gelato e ci riposiamo un po’.

Nel pomeriggio decidiamo di visitare la fabbrica di Schindler, un po’ lontana dal centro, facilmente raggiungibile in tram che ci lascia a Plac Bohateròw Getta, la piazza degli eroi del ghetto. Qui sono state collocate delle grandi sedie in memoria delle numerose vittime delle persecuzioni naziste.  A circa 500 metri si trova la fabbrica che non riusciamo a vedere perché i biglietti sono esauruti. Ma poco male perché ci “consoliamo” con una bellissima mostra nel vicino Mokak Museum of Contemporary Art. 3 piani in cui sono esposte opere di artisti contemporanei che prendono un po’ in giro l’arte antica in modo veramente geniale. L’ho adorata, è stata una delle più belle sorprese di questo viaggio.

Per la nostra ultima cena decidiamo di andare a mangiare da Ed Red, una steack house presente nella guida Michelin. posto fantastico, cibo ottimo, prezzi superiori alla media di Cracovia ma in linea con quanto si paga in Italia. Non potevamo concludere meglio il nostro viaggio.

Quarto giorno (18 agosto) – Si torna a casa


Oggi abbiamo solo il tempo di preparare le valigie, fare una colazione veloce e  dirigerci verso la stazione centrale. Da qui prendiamo il treno che ci porta in aeroporto e da qui l’aereo che ci riporta a casa. Lo so cosa state per dire: ma come vai a Cracovia e non vai a vedere Auscwitz e la miniera di sale di Wielikwza? Ad Auscwitz non siamo andati volontariamente. Un campo di concentramento l’abbiamo visto diversi anni fa, a Dachau, in Germania, ed è stata un’esperienza abbastanza forte. Non ce la siamo sentiti di ripeterla. Invece la miniera di sale è e resterà forse per sempre uno dei miei più grandi rimpianti. Ho già ottenuto un buon risultato con la mia claustrofobia riuscendo a prendere l’ascensore. Ma scendere nel sottosuolo per cunicoli stretti onestamente era troppo. Peccato, ma sono fiduciosa, un giorno ci riuscirò.

 

Leggi anche Diario di viaggio in Polonia – parte 1  e Diario di Viaggio in Polonia – parte 2

Informazioni su Giusy 76 Articoli
Nata e cresciuta a Palermo, appassionata di viaggi, fotografia e della sua terra di origine, ovvero la Sicilia. Sogna di visitare New York ed il Giappone.

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