Kafka e Praga: un legame indissolubile fatto di surrealismo

Statua di Kafka a Praga

Non si può visitare Praga senza fare riferimento a Kafka e non si può leggere Kafka senza nessun riferimento a Praga. Un legame indissolubile, che ruota attorno al surrealismo tipico della letteratura di questo grande scrittore del ‘900.

Quando ho iniziato a leggere Kafka non avevo ancora 20 anni. Mi è piaciuto fin da subito e mi è piaciuto così tanto che ho acquistato la sua opera omnia, un malloppone di 1000 pagine, tutte scritte con caratteri minuscoli, che leggevo durante i miei pomeriggi di solitudine. E mi è piaciuto così tanto che ho scritto di mia spontanea volontà una tesina sul suo inconfondibile stile letterario, che lo ha reso famoso in tutto il mondo. Lo so, non ho avuto una giovinezza facile!

Franz KafkaQuello che mi ha affascinata delle opere di Kafka è il perfetto mix tra situazioni misteriose, assurde, surreali e spesso paradossali, e personaggi sopraffatti da tali avvenimenti. Talmente sopraffatti che finiscono per subirli passivamente, senza opporre resistenza alcuna, senza neppure cercare di capire. Subiscono il senso di colpa per colpe mai commesse e vengono condannati senza possibilità di appello.  Il tutto condito da un’abbondante dose di ansia e solitudine che ti coinvolge e ti travolge, pagina dopo pagina, fino a sembrare reale, come facente parte della tua stessa vita.

Le opere di Kafka sembrano in realtà racconti onirici, un concentrato di paure, insicurezze,  ansie e senso di smarrimento, con desideri che di tanto in tanto  si affacciano timidamente ma che subito vengono smorzati. Kafka era talmente insicuro che non pubblicò molte delle sue opere, e le lasciò incompiute dentro un cassetto. Prima di morire prematuramente a 41 anni, chiese all’amico Max Brod di distruggerle. Ma se oggi possiamo leggere queste opere è solo grazie all’amico che ha visto in Kafka un talento che forse neppure lui stesso era stato in grado di vedere e non ha mantenuto la promessa fatta

Ne “Il processo“, romanzo incompiuto e pubblicato postumo nel 1925, il protagonista Josef K. viene accusato, processato e condannato per una colpa che non scoprirà mai. K. cercherà invano di dimostrare la sua innocenza ma si scontrerà con un sistema astruso, che non ascolta, che non lascia alcun spiraglio, che non concede alcuna spiegazione. La condanna alla fine diventa inevitabile, tutto ciò che era la sua vita prima non ha più alcuna importanza, così come non ha importanza chi sia veramente e quale sia la sua storia. Non è facile da leggere, ma lascia il segno!

Anche il protagonista de “Il castello” si chiama K., anche questo romanzo incompiuto è stato pubblicato postumo, ed anche in questo caso il protagonista si scontra con un sistema ostile, impenetrabile, misterioso ed incomprensibile.

L’opera più famosa di Kafka è sicuramente “La metamorfosi“, talmente famosa che persino chi non l’ha mai letta ne conosce la trama. Il protagonista, Gregor Samsa, una mattina si sveglia trasformato in un enorme scarafaggio e da questo momento in poi deve solo fare i conti con la sua nuova condizione. Nessuno si chiede il perché e nessuno cerca di aiutarlo, neppure la sua famiglia, preoccupata solo della mancanza dello stipendio che Gregor portava a casa ogni mese. Ho sperato fino alla fine di scoprire il perché di tutto questo, ma senza esito positivo. Ma questo è coerente con Kafka.

Ma l’opera di Kafka che più mi è piaciuta, se di opera si può parlare, è la “Lettera al padre“, scritta nel 1919 ma pubblicata nel 1952. Hermann Kafka era un uomo forte, sia fisicamente che caratterialmente, e con la sua educazione rigida e severa ha cercato di trasformare il figlio Franz nel suo alter ego, senza però riuscirci. Anzi il risultato è stato l’esatto opposto perché Franz, di fisico gracile ed animo sensibile, ha di fatto subito questa figura paterna che ha reso la sua vita un continuo faccia a faccia con la sofferenza.

Kafka e Praga: le opere sparse per la città

Franz Kafka visse per tutta la vita a Praga. C’è un legame indissolubile tra Kafka e Praga, un legame che in qualche modo lo si riesce a percepire nelle sue opere. Un legame non sempre pacifico, come testimonia una delle sue lettere più famose “Praga non ti lascia. Questa mammina ha gli artigli”. Praga ha voluto omaggiare questo grande artista con molte opere sparse per la città.

Franz Kafka StatueUna delle opere più famose e fotografate è la statua in bronzo, alta circa 4 metri, realizzata da Jaroslav Róna nel 2003 che si trova in via Vězeňská,  nel quartiere ebraico. La statua raffigura Franz Kafka sulle spalle di una figura presumibilmente umana ma priva di braccia, gambe e testa. L’immagine, volutamente assurda, rispecchia quella che era la visione della vita secondo lo scrittore ceco.

Rzeźby Davida Černý w PradzeAltra opera particolarmente emblematica si trova all’ingresso del Museo di Kafka ed è stata realizzata dal controverso artista David Černý. Si intitola The Pissing Men o I Pisciatori, e raffigura 2 uomini intenti a fare la pipì, uno di fronte all’altro. Si tratta di un’opera molto irriverente, soprattutto perché i due uomini si muovono e con la pipì scrivono parole e frasi. Non ci credete? Provate a mandare un sms al +420 724 370 770 e lo vedrai scritto come sulla neve!

Kafka by David ČernýQuesta  non è l’unica opera di David Černý a Praga. Ce ne sono diverse, si potrebbe benissimo creare un itinerario specifico alla scoperta delle sue opere, ma ve ne voglio segnalare una in particolare, sempre dedicata allo scrittore Franz Kafka. Si tratta di una statua con 42 strati in movimento, del peso di 45 tonnellate, che si trova sopra la stazione della metropolitana Národní e che raffigura il volto di Kafka. Il tema, non a caso, è la Metamorfosi!

 

Informazioni su Giusy 76 Articoli
Nata e cresciuta a Palermo, appassionata di viaggi, fotografia e della sua terra di origine, ovvero la Sicilia. Sogna di visitare New York ed il Giappone.

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