Tour nella penisola dello Yucatan tappa 5: Yaxchilàn ed il Guatemala

Yaxclilàn - Piramide

 

Nel sito archeologico di Yaxchilàn sono stati ritrovati molti geroglifici che sono stati fondamentali per la ricostruzione della storia dei Maya.

Se prima di partire mi avessero raccontato quello che ora mi accingo a raccontarvi, forse questo viaggio non lo avrei mai fatto. Perché quando sei abituato a vivere in città e ti raccontano di avventure incredibili ma un po’ fuori dal comune, prima di tutto sorridi divertito, ma poi pensi che questa roba non fa proprio per te. Ma per fortuna nessuno mi ha raccontato quello a cui stavo andando incontro e ne sono molto felice, perché questa giornata è stata la più bella di tutto il viaggio ed è quella che mi piace sempre raccontare a parenti ed amici. Ma andiamo con ordine.

Dal Chapas a Yaxchilàn


La sveglia suona alle 5,30 del mattino. Sarà il fuso orario, sarà l’adrenalina, ma alzarsi non è stato per nulla difficile. Il nostro tour alla scoperta del mondo Maya prosegue. Giusto il tempo di prepararsi e di radunarsi con gli altri e lasciamo l’albergo. Dopo un’ora di pullman ci fermiamo in un posto incredibile, totalmente immerso nella giungla, circondato dalla natura più incontaminata. Ci sediamo attorno a tavoli ricavati da tronchi di legno intagliati, mangiamo prodotti tipici messicani e beviamo spremute di arance appena raccolte. Che meraviglia! Finita la colazione risaliamo sul pullman e proseguiamo il nostro viaggio sotto una pioggia fitta e copiosa accompagnata da temperature un po’ freddine che mi inducono a vestirmi a più strati con tanto di mantellina di plastica gialla necessaria per non bagnarsi. La nostra meta di oggi è il sito archeologico di Yaxchilàn, che si trova sulla riva del fiume Usumacinta al confine tra Messico e Guatemala.

UsumacintaPer raggiungere l’antica città Maya saliamo a bordo di una motolancia guidata da un ragazzino che potrà avere circa 12 anni, che non conosce una sola parola di italiano e che a tutte le nostre domande risponde con il classico sorriso di chi non ha capito una sola parola ma non vuole essere scortese. L’attraversamento del fiume non è dei più agevoli. Le acque del fiume, che hanno un colorito marrone fangoso per nulla accattivante, non sono proprio tranquille, ci sono parecchi mulinelli poco rassicuranti che ci fanno traballare. L’espressione della nostra guida Carlos, che sostiene di non amare molto l’acqua, non aiuta a creare un’atmosfera serena. Ma siamo in vacanza, non c’è spazio per le preoccupazioni. Anzi tutto mi sembra così divertente.

Yaxchilàn ed i suoi geroglifici


Yaxclilàn - GeroglificoArrivati finalmente sulla terraferma dopo circa un’ora di traghettata, ci incamminiamo lungo un sentieri che termina in un tunnel basso, stretto, buio ed abitato da pipistrelli. Di bene in meglio! Superato questo tunnel arriviamo finalmente nell’antica città di Yaxchilàn, un vero paradiso di verde e natura. Non è uno dei siti più grandi ma è molto importante perché qui sono stati ritrovati molti geroglifici che sono stati fondamentali per la ricostruzione della storia dei Maya.

YaxchilanLa pioggia continua a cadere fitta e per precauzione tengo la fotocamera nella borsa. Oggi me ne pento un po’ perché avrei potuto fare molte più foto. Il viaggio di ritorno è meno tumultuoso, anche perché abbiamo la corrente a favore. Dopo avere pranzato però dobbiamo risalire a bordo della motolancia per attraversare il confine del Messico ed arrivare in Guatemala. Con noi anche tutti i nostri bagagli sistemati su un’altra motolancia che ci precede. La situazione è davvero paradossale: la pioggia spinta dal vento ci bagna la faccia, le acque del fiume sono sempre più marroni, sulla riva opposta enormi iguane che somigliano ad inquietanti creature mostruose, dietro i cespugli coccodrilli in cerca di cibo ed il freddo che penetra attraverso i vestiti. Eppure sono felice, tutti siamo felici, perché tutto questo è così lontano e diverso dal mondo in cui viviamo. Tutto questo è bellissimo!.

Arriviamo in Guatemala


Arrivati in Guatemala mettiamo i piedi nel fango scivoloso. Per fortuna ci vengono incontro bambini che ci offrono le loro mani piccole ed un po’ fangose in cambio di una mancia. Purtroppo abbiamo solo Pesos che qui non valgono nulla. Non dimenticherò mai i loro volti delusi. Se ci penso mi viene voglia di tornare da loro ed offrire qualche Quetzal. Qui ci accoglie la nostra guida Guatemalteca, Carlos Garcia, e l’autista, pure lui Carlos. Lo so, anche la nostra guida messicana si chiama Carlos. Ho quasi l’impressione che questo sia il nome più diffuso da queste parti.

Dopo avere convalidato i nostri passaporti ci rimettiamo in cammino a bordo del nostro pullman che per 3 ore cammina su una strada non asfaltata che ci fa traballare. Nonostante tutte queste scomodità continuo ad essere felice. In serata arriviamo a Flores e ci sistemiamo in un albergo un po’ fatiscente ma ci dicono essere il migliore della zona. Non oso immaginare gli altri. Nonostante la stanchezza abbiamo le forze per raggiungere un ristorante molto caratteristico e colorato, dove consumiamo un’ottima cena.

Si va a nanna. Domani è un altro giorno.

Informazioni su Giusy 67 Articoli
Nata e cresciuta a Palermo, appassionata di viaggi, fotografia e della sua terra di origine, ovvero la Sicilia. Sogna di visitare New York ed il Giappone.

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